Skip to main content

Strumenti

PMS
PMS
PMS
PMS
PMS
PMS
PMS

Sensibilizzazione degli allievi

Il piano di mobilità scolastica è l’occasione per sensibilizzare gli allievi all’eco-mobilità.

Diverse attività pedagogiche devono permettere agli scolari di diventare gli attori delle pratiche. In via di principio, le attività pedagogiche si svolgono in tutte le classi. Se ciò non è possibile, si sceglieranno alcune classi-pilota, nelle quali sono implicati sia gli insegnanti sia gli allievi. Le classi-pilota permettono di sperimentare le attività che potrebbero poi essere presentate o utilizzate da altre classi o da tutta la scuola.

Il materiale prodotto dai bambini (piano di quartiere, riflessioni sulla sistemazione del percorso casa-scuola dal punto di vista degli scolari) può essere utilizzato per un’esposizione in occasione d’una festa o di una serata per i genitori, per fare un giornalino scolastico, informare i genitori o il quartiere.

Gli atelier o progetti da sviluppare con gli allievi a proposito del piano di mobilità scolastica si incentrano sui legami fra spostamenti e mobilità con l’ambiente, la salute, la sicurezza stradale, la cittadinanza.

Queste tematiche, così come le competenze trasversali, sono presenti nel Piano di studio del Canton Ticino.  Attraverso queste attività sono applicate competenze in matematica, in scienze naturali, in geografia/sperimentazione dello spazio, in educazione civica e naturalmente in italiano.

Partecipare a un piano di mobilità scolastica non deve significare del lavoro supplementare né distrarre gli allievi dall’apprendimento previsto dal programma scolastico. Al contrario, un approccio ben concepito può permettere alla classe di realizzare in modo dinamico e concreto gli obiettivi del Piano di studio del Canton Ticino.

pianoditicino

 

Un piano di mobilità scolastica è un approccio relativamente lungo e complesso, che richiede diverse conoscenze, fra le quali anche competenze tecniche.

Un’associazione di genitori dinamica e motivata, che comprende alcune o tutte le competenze necessarie, può realizzare un PMS in modo autonomo o alcune sue tappe. Il metodo «fai da te» sviluppato qui di seguito si rivolge a loro e mettiamo a disposizione un programma e delle informazioni pratiche.



1. Condurre il gioco con un gruppo di lavoro

Un gruppo di persone motivate darà l’impulso dinamico per più o meno un anno. Il seguito del progetto durerà un anno, durante il quale saranno realizzate la maggior parte delle azioni previste (salvo le sistemazioni stradali). È utile avere un programma.

Chi lancia l’operazione?

 Un piccolo gruppo pilota: la richiesta di realizzare un piano di mobilità scolastica può venire da una direzione scolastica, dai genitori, dagli insegnanti o dal Comune. Un nucleo di persone motivate lancia l’operazione. Il gruppo di lavoro costituito condurrà “il gioco” per tutta la durata del progetto.

Persone motivate: è meglio costituire un gruppo di quattro o cinque persone motivate, che cercherà anche le competenze necessarie, e accoglierà altri interessati durante lo svolgimento del progetto, piuttosto che un grande gruppo, difficile da riunire e gestire.

Degli attori-chiave con stretti legami con l’istituto scolastico: il nucleo iniziale deve comprendere gli attori-chiave indispensabili: un membro della direzione o una persona da essa delegata, un insegnante, un membro dell’associazione dei genitori degli allievi (se non ne esiste alcuna, un genitore vicino alla struttura rappresentativa dell’istituto). Una di queste persone deve almeno far parte del Consiglio d’istituto o della Commissione scolastica, in modo da assicurare uno stretto legame con queste istituzioni.

Se è il Comune a lanciare il progetto, designerà un suo delegato nel gruppo operativo. Se l’iniziativa parte dalla scuola, bisognerà informare i responsabili comunali e segnalare che un loro delegato è auspicato almeno per le tappe 4 e 5.

Quanto tempo ci vuole? 

Da sei mesi a un anno per decidere quali azioni lanciare: la maggior parte del lavoro è svolta durante il primo anno, in un arco da 6 mesi a un anno da quando è stato costituito il gruppo di lavoro.

Assicurare il seguito nel secondo anno: il secondo anno richiederà meno impegno da parte del gruppo pilota: si tratterà di garantire un seguito alle azioni decise. Alcune potranno essere realizzate rapidamente. Altre, come le sistemazioni stradali, richiedono più tempo.

Come cominciare?

Stabilire un programma  può essere utile per vedere quali siano i bisogni per ogni tappa e quali risorse siano a disposizione.

Informare gli insegnanti: la prima azione da fare sarà presentare il progetto al comune, alla direzione della scuola e agli insegnanti per suscitare il loro interesse e ottenere la collaborazione di una o due classi.

Alcuni consigli

Considerate anche le esperienze fatte all’estero, ecco alcuni consigli:

Nominare un campione: designare un «campione» nel gruppo di lavoro, una persona pronta a investirsi della dinamica e dei colori del progetto (un po’ come un cavaliere medievale al torneo!). Si può anche chiamarlo capoprogetto, in uno stile imprenditoriale più moderno.

Chiedere sostegno per la partenza: in occasione della prima riunione, il gruppo di lavoro può contattare un esperto dell’ATA, in modo da farsi aiutare per i primi passi e per stilare un programma.

Collaborare con una classe: assicurarsi la collaborazione d’una o due classi con degli insegnanti motivati, grazie a dei progetti scolastici che potrebbero servire a sensibilizzare la comunità scolastica. Se possibile, organizzare una classe-pilota per ogni ciclo d’insegnamento (una per i più piccoli, una per quelli già più grandicelli).

dessin_mobilite1

Tornare all’inizio


2. Porre delle domande e raccogliere informazioni

L’inchiesta deve permettere di identificare le abitudini degli allievi nei loro spostamenti, di localizzare i punti pericolosi sui diversi percorsi casa-scuola e di visualizzare i tragitti fra casa e scuola della maggioranza degli allievi.

Questionario per i genitori

Un questionario è distribuito a tutti i genitori degli scolari.

Con l’aiuto di alcune domande molto semplici, che devono essere comprensibili per un genitore non italofono in modo che possa rispondere insieme al figlio, si raccolgono tre tipi d’informazioni:

  • Le abitudini di spostamento: come raggiungono la scuola gli allievi? In auto, in bici, a piedi, in bus (ev. scuolabus)? Soli o accompagnati?
  • I punti critici: una mappa del quartiere allegata al questionario permette ai genitori di indicare i punti problematici del tragitto casa-scuola (posti dove ritengono che la sicurezza del bambino sia minacciata).
  • Gli itinerari prioritari: la semplice indicazione dell’indirizzo permetterà di visualizzare i luoghi di domicilio degli allievi e i percorsi più utilizzati per raggiungere la scuola.

Itinerari ciclabili del quartiere

La mappa degli itinerari ciclabili del quartiere o comune sarà utile per la fase d’analisi e per le proposte. Può essere ottenuta presso il comune e dall’associazione Pro Velo.

Questionario per i bambini in classe

 Gli insegnanti fanno riempire in classe un formulario destinato agli allievi. È l’occasione per una prima sensibilizzazione in classe.

Questionario per gli insegnanti

Un questionario è pure destinato alle/agli insegnanti. Permette di conoscere il modo di spostarsi del corpo insegnante e di individuare i loro luoghi di provenienza.

Consigli

  • Gli inglesi hanno ridotto il questionario a solo due domande! Più domande ci sono, minore è il tasso di risposta e più complessa e costosa diventa l’analisi dei dati.
  • Non dimenticarsi di chiedere il nome, l’età e l’indirizzo completo degli allievi (i cognomi non sono necessari).

dessin_mobilite3
Tornare all’inizio


3. Analizzare i dati

Questa tappa consiste nel valutare le risposte ottenute con i questionari e analizzare i dati disponibili sugli allievi e i loro insegnanti.

 Le abitudini di spostamento 

  • Per le scuole elementari (comunali) prevedere due grafici dei modi di spostamento, sul modello del grafico «a torta».
  • Iscrivere le cifre raccolte in una tabella Excel per produrre il grafico.

I punti problematici

  • Riportare su una mappa del quartiere/comune i punti critici individuati. La dimensione del punto (cerchietto) dipenderà dal numero delle volte che è stato menzionato.
  • Fare una scheda per ogni punto problematico. Ogni scheda diagnostica contiene la descrizione del problema, se possibile una foto in un orario con traffico e un suggerimento di soluzione.
  • Ispirarsi a degli esempi di schede già realizzate  (qui un esempio romando). Eventualmente chiedere una rilettura da parte di uno specialista dell’ATA.
  • Un comune può anche rivolgersi al bureau-conseil ATE di Ginevra per l’elaborazione delle schede diagnostiche.

Gli itinerari maggioritari 

  • Ottenere una mappa del quartiere/comune con i numeri delle case e degli immobili, oppure stampare un estratto delle Google Maps, che contiene almeno qualche numero di immobili per ogni strada.
  • Iscrivere su ogni tratto di strada/blocco d’immobili il numero di bambini che vi abitano.
  • Tirare una riga di colore differente per ogni itinerario (come una carta degli autobus). Gli itinerari diventati più colorati, cioè molto frequentati, sono quelli ai quali bisognerà prestare maggiore attenzione.
  • A proposito del questionario per gli insegnanti: questi non abitano necessariamente nel quartiere/comune. Si possono usare i codici d’avviamento postali per stabilire le 4 o 5 provenienze prioritarie.

Consiglio: se la scuola è d’accordo di fornire la lista degli indirizzi delle classi, questo lavoro può essere fatto senza aspettare il ritorno dei questionari.

Un’occasione per informare

A questo stadio sono a disposizione quattro tipi d’informazioni:

  • Il grafico «a torta» dei modi di spostamento (4-7 anni e 8-12 anni)
  • La mappa dei punti problematici/critici
  • La mappa degli itinerari maggioritari/più frequentati
  • La mappa dei percorsi ciclabili

La scheda d’analisi risponderà alle seguenti tre domande:

  1. Si possono individuare dei fattori principali per l’uso dell’automobile? È a causa dei timori quanto alla sicurezza stradale, al fatto di lasciare solo il bambino sul percorso verso la scuola?
  2. Quali modi di spostamento possono essere sviluppati nel quartiere/comune e quali soluzioni sono proponibili?
  • Un’indicazione per l’analisi: se il tasso d’accompagnamento in automobile dei bambini di 8-12 anni è altrettanto elevato di quello della fascia 4-7 anni, c’è sicuramente un problema di sicurezza sul percorso casa-scuola. Bisogna quindi porre l’accento sulla messa in sicurezza dei punti critici.
  • Quali sono i punti problematici che devono essere messi in sicurezza? Stabilire una gerarchia dei punti che devono essere securizzati prioritariamente (punti di passaggio molto utilizzati e/o particolarmente pericolosi).
  • Gli itinerari maggioritari si delineano chiaramente? Si dovrà organizzare una linea di Pedibus o Velobus?
  • L’itinerario segue un asse del trasporto pubblico? Bisogna proporre ai bambini dello stesso comparto di prendere insieme il bus?
  • Manca un percorso ciclabile o un suo tratto?
  • Nei comuni più grandi, se diverse zone di provenienza sono disseminate nello stesso settore, si può pensare all’uso in comune di un’automobile?
  1. Una volta prese in considerazione delle possibili soluzioni, quali altre misure, oltre alla messa in sicurezza dei punti critici, potrebbero modificare il comportamento delle famiglie/degli insegnanti?
  2. Mancano delle infrastrutture? Un posteggio per biciclette coperto, un posto per custodire al sicuro i monopattini? Bisogna valutare se mettere in sicurezza il luogo dove le auto fanno scendere i bambini: creare una «isola felice» davanti alla scuola, dove si possano far scendere in sicurezza i bambini, che poi proseguono a piedi?

Mancano dei legami fra le famiglie dello stesso quartiere/comune? Il modo di lanciare una linea di Pedibus o di organizzare il trasporto in comune con l’auto, sarà diverso se in un quartiere o in un comune le famiglie non si conoscono affatto.

dessin_mobilite3
Tornare all’inizio


4. Decidere un piano d’azione

In funzione dell’analisi fatta, bisogna poi decidere le azioni da realizzare ed elencarle in un piano d’azione. 

  • Se all’origine dell’operazione c’è il comune, che partecipa al gruppo di lavoro, gli si consegnerà la lista delle azioni che lo riguardano. Inoltre, si chiederà un aiuto finanziario per le attività da svolgere a scuola.
  • Se l’impulso è partito dalla scuola, è opportuno invitare un rappresentante del comune per discutere insieme il programma degli interventi.

I punti problematici sul tragitto da mettere in sicurezza 

Scegliere i punti critici prioritari per la scuola/i genitori e contattare le autorità responsabili, affinché propongano degli interventi di sistemazione. È altrettanto importante tener conto delle inquietudini soggettive dei genitori e di darvi risposta, per esempio, con misure organizzative.

A seconda del caso, può essere utile organizzare un incontro di «diagnosi in cammino»: si tratta di rendersi sui luoghi a piedi con i funzionari del comune e di passare in rassegna i punti critici segnalati. La diagnosi in cammino sensibilizza rapidamente le autorità.

Scegliere i progetti

 Scegliere i progetti che avranno il maggior impatto per migliorare la mobilità scolastica e il piacere del percorso casa-scuola. Le soluzioni saranno ovviamente differenti se ci si trova in città, con traffico denso, oppure in campagna.

  • Linee Pedibus, soprattutto per i più piccoli: quante linee bisogna organizzare e su quali tragitti?
  • Per i più grandi, considerare il Velobus nei comuni che hanno un territorio adatto e chiedere l’infrastruttura necessaria (percorsi ciclabili, posteggi coperti per le bici).
  • Proporre un accordo per i compagni che prendono il bus assieme.
  • Bisogna chiedere l’introduzione di una zona 30 o 20 attorno alla scuola?
  • Tragitti in auto in comune: proporre ai genitori di mettersi in contatto e consegnare loro un documento per organizzarsi.
  • Mettere in sicurezza l’arrivo delle vetture davanti alla scuola (organizzare un’«isola felice», dove si possono lasciare i bambini nei dintorni della scuola; immaginare un mini-Pedibus dal punto di fermata delle auto fino alla scuola).

Stendere un piano d’azione 

  • Identificare le misure che avranno più impatto (in azzurro) e le misure più facili da realizzare (in giallo). Le misure verdi (blu + giallo) saranno quelle prioritarie.
  • Fare un elenco delle misure tenute in considerazione, precisando il tempo necessario per realizzarle: a corto termine / medio termine / lungo termine.
  • Distinguere fra le misure che devono essere realizzate dal comune (C), dall’istituto scolastico (S), o dall’associazione dei genitori (G).

Comunicare è essenziale per la riuscita

  • È il momento di sensibilizzare la comunità scolastica: presentare il piano d’azione proposto, migliorarlo con l’aiuto delle persone interessate.
  • Prendere contatto con le autorità comunali, fare una presentazione al legislativo del comune (Consiglio comunale), al Municipio o alla commissione incaricata delle questioni relative alla circolazione.

dessin_mobilite4
Tornare all’inizio


5. Realizzazione dei progetti e seguito

Organizzare la realizzazione dei progetti e assicurare un seguito alle misure lanciate col PMS. Prevedere di fare un bilancio qualche mese più tardi, in modo da costatare i risultati ottenuti e farli conoscere. Verificare l’efficacia delle azioni intraprese e prevedere i necessari correttivi. 

Una volta stabilito il piano d’azione…

  • Fissare dei termini ragionevoli per la realizzazione di ogni progetto.
  • Stabilire dei responsabili per la realizzazione di ogni progetto.
  • Fissare un obiettivo globale di ripartizione modale, che permetterà di avere un indirizzo per il seguito. Per es.: arrivare a un aumento del 10% dei bambini che vengono a scuola a piedi in due anni.

Valutare regolarmente lo stato d’avanzamento dei progetti

  • Capire perché l’un progetto o l’altro ha più difficoltà del previsto e prendere le decisioni che ne conseguono.
  • Adattare la pianificazione e diffondere le informazioni ai partner coinvolti (comune, strutture di partecipazione alla vita scolastica, associazione genitori, ecc.).

Prevedere una valutazione del piano di mobilità scolastica dopo due – tre anni 

  • Distribuire un questionario con le stesse domande e paragonarlo col primo.
  • Se è stata introdotta una zona 30, il comune deve valutare la misura dopo 1 anno. Valutarne l’efficacia e proporre eventuali correttivi.

Informare sui risultati ottenuti, per esempio in occasione della giornata mondiale «a scuola a piedi».

Consiglio: se vi prendete il tempo di farci avere le vostre reazioni, potremo migliorare il procedimento e mettere online certi vostri esempi. Così i prossimi – come anche noi – potranno approfittare delle vostre esperienze!

dessin_mobilite5
Tornare all’inizio